Archive for March, 2008
into the wilde (ossia come morire per un semplice concetto)
Wednesday, March 12th, 2008
Noto di aver rovinato la fine del film un po’ a tutti quelli che non l’hanno ancora visto ma voglio esprimermi proprio su questo fatto. Un film circa la ricerca della libertà. E quale miglior modo per ricercarla se non abbandonare la famiglia per andare a girare il mondo senza un soldo e senza una precisa meta. Libertà dal denaro, sì ma fino a quando ci non si renderà conto che senza soldi si muore di fame ed è difficile viaggiare. Libertà dalla società. Già, ma la società decide che i biglietti del treno si pagano, e non si può viaggiare a sbafo per sempre senza beccarsi un po’ di legnate. Insomma, non ci siamo fin dall’inizio. Ho passato tutto il film a dirmi - non è possibile che non lo becchino, che la passi così.. - tanto che dopo aver scoperto che il film è tratto da una storia vera ho dovuto proferire la solita frase “non ci si deve stupire più di nulla a questo mondo”. Insomma, questo ragazzo, di buona famiglia anche se con seri problemi coi genitori, con una laurea, una sorella che lo amava e anche un bel faccino, ha deciso che il passo ultimo sarebbe stato l’Alaska. Solo, nei boschi a primavera, cacciando per procurarsi il cibo. Non vuoi dire che dopo un po’ di tempo non è + riuscito a sostenere questa vita? Perchè non ha in realtà mai imparato il mestiere del cacciatore e perchè il “progresso” ha indubbiamente i suoi lati positivi? Sono solo stupita del fatto che nei mesi precedenti non si sia preso qualche infezione o avuto qualche incidente da farlo ricoverare. Eccolo quindi, migrati gli animali, a mangiare erba velenosa costretto dai morsi della fame, dimagrire sempre di più, e non poter tornare indietro perchè, sempre più furbo, non aveva calcolato che il livello del fiume avrebbe potuto alzarsi. Per scoprire cosa? Che LA FELICITA’ è TALE SOLO SE CONDIVISA. Improvvisamente, la mancanza di qualcuno con cui parlare, di qualcuno a cui essere utile. Tutti passiamo dei momenti di depressione. Tutti a volte vorremmo fuggire. Ma rischiare la vita alla ricerca della felicità per giungere a una semplice conclusione è triste. Gran bel film, fa riflettere. Ad alcuni farà riflettere e arrivare a conclusione che comunque un viaggio del genere può aprire gli occhi. A me ha fatto solo pensare che posso trovare quello che voglio anche nella mia piccola città.
riflessione
Wednesday, March 5th, 2008Farmacista neolaureata è:
Colei che ha studiato per cinque anni principi attivi e non conosce i nomi commerciali dei medicinali.
Colei che “quante volte lo devo prendere” e guardiamo il foglietto illustrativo.
Colei che è colpevole dei prezzi alti, ticket, degli stipendi e dell’inquinamento globale.
Colei che sostituisce il prete o lo psicologo.
Colei che ce ne mette un po’ prima che le persone diventino fiduciose.
Colei che (però) quando vien chiamata “dottoressa” si alza di 5 cm per arrivare ai suoi 167cm.
Colei che fa formare la fila.
Colei che essendo giovane ed avendo confidenza coi pc e le tastiere recupera il tempo perso a cercare la scatoletta che “aveva il suo posto preciso” (quella che non segue l’ordine alfabetico ma un posto a caso dato dalla titolare)
Colei che “signorina sto aspettando l’autobus”.
Colei che “uh signur, c’è una nuova dottoressssa”.
Colei che si sente anche dire dal magazziniere quarantenne rugoso e brizzolato sposato con figli ”ti do del tu, tanto avremo la stessa età” (se vi chiedono qualcosa circa un omicidio non sono stata io..)
Colei che è incaricato di qualsiasi galenico magistrale che sia un colorante di quelli che ridono quando sentono candeggina.
Colei che ha delle braccia forti per spostare ed aprire i pacchi di MAG2 e paraffina liquida.
Colei che comunque ha lo sconto sui medicinali che prende.
Colei che “ha la tessera sanitaria?” e aspetta che dopo 20 min di tessere esselunga, diperdì, codice fiscale, amici del ticino, block buster.. e batte uno scontrino senza codice.
Colei che deve saper interpretare la scrittura dei medici (questa è veramente ardua).
Colei che fa sìsì con la testa quando l’anziano parla di quanto voglia QUEL medicinale e non il suo generico (l’equivalente!) perchè quello non funziona..
Colei che si deve ricordare mille volti e medicine “si ricorda, sono venuta ad ordinare 2 settimane fa quella crema..”
Colei che non aveva mai visto prima le pompe succhialatte.
Colei che è tentata di comprare le ostie e mangiarle come caramelle.
Colei che vende le supposte s.pellegrino come le era stato ordinato perchè ce n’erano tante e si sente dire da dietro “hai venduto quelle + costose” davanti al cliente.
Colei che non ha studiato medicina.
Colei che pensava di aver finito di studiare e andare a lezione e invece ci sono i corsi ecm.
Colei che ce ne metterà un po’ prima di dar consigli e avere un’idea di tutti quelle scatolette che passano in farmacia.
Colei che un giorno diventerà falchetto (sperem..).
gise