PAPA A PAVIA
Sunday, April 22nd, 200722 aprile 2007 è una data che difficilmente scorderò.
Ho avuto la fortuna di esser cugina di un eccellente musicista e direttore di coro, avendo quindi la possibilità di seguire la messa dalla destra dell’altare e poter cantare i canti tra i più belli (basti citare il Laudate Dominum di Mozart, l’Ubi Caritas e l’Alleulia di Handel). L’atmosfera era commuovente. Papa Ratzinger era atteso per le 10.30, ma ha deciso di anticipare l’arrivo di mezzora. Così, verso le dieci, una voce ha avvisato: “Si prega di sedersi e stare in silenzio. L’arrivo del Papa è previsto tra pochi minuti”. 
Ed ecco, giusto il tempo di mettere le borse sotto la sedia e mangiare l’ultima caramella per la gola ad effetto placebo, che la papamobile era proprio davanti al nostro palco, ed il Papa faceva cenno con la mano. Avrei voluto immortalare quel momento con la mia fotocamera, ma ho preferito applaudire per salutare il Papa. Al massimo si farà riferimento alle foto degli orcherstristi che non si sono posti questo problema. Alle note del Kyrie affidato gli uomini già mi mancava il respiro, ma ho deciso che mi sarebbe servito per cantare ed ho cercato di riequilibrare il battito del polso che ha ricominciato ad impazzire:
1) alla parola “ciovani” del caro Papa. Il suo rivolgersi direttamente ai giovani (per chi non avesse capito questa sottile ironia sul buffo accento tedesco) mi ha fatto sentire sua interlocutrice e mi ha veramente riempito di gioia.
2) alle prime note del Laudate Dominum e l’Alleluia. Sarà stata la dolcezza della solista soprano, sarà stata quella musica come una culla, sarà stata la presenza dell’orchestra (sebbene, trattandosi per circa metà di giovani promesse, abbiamo dovuto seguirla nel tempo al contrario di ogni accoppiata orchestra-coro che si rispetti), ma a quel “la alto” dell’alleluia sono arrivata a stento, perchè un singhiozzo me l’ha impedito (sì, ok, anche perchè è una nota abbastanza impegnativa..).
Poi adoravo anche la gente che mi circondava. Per prima le mie compagne di sedia, soprannominate assieme a me “le bambine” o “le verginelle” (mmmhh) dalle signore più.. beh, per essere equilibrati potremmo dire .. vecchie! Poi ovviamente mio cugino (Stefan Zikoudis), una persona che si merita l’aggettivo “bravo” nella sua semplicità, sia come maestro, che come persona. Senza dimenticarci dell’omino che guidava i cori parrocchiali (i mille!) da stimare per le sue capacità di direttore e per le sue movenze che potevano essere notate anche dalle ultime file.
Insomma, una mattinata emozionante. Giornata in cui ho potuto voler bene a questo Papa che ha detto delle parole toccanti durante l’omelia, mentre citava le “tre conversioni di S.Agostino“, santo che è a lui molto caro e sul quale ha basato la sua tesi di dottorato (fortunatamente. altrimenti non sarebbe venuto proprio a Pavia a visitarne le spoglie
preghiamo per ottenere la conversione necessaria che ci conduca verso la vera vita
Parole vere e dense di significato (d’altra parte, sono le parole di un Papa..)
E dopo la messa di ieri a Vigevano, l’arrivo in piazza Duomo a Pavia con accoglienza da parte dei Ciovani, del vescovo, del sindaco cattocomunista e da Mastella (perchè?), la visita al Policlinico, la messa di stamani, la visita all’università, finalmente ha raggiunto la chiesa di S.Pietro In Ciel D’Oro, dove appunto sta quel che resta del santo. Così finisce la prima visita in Italia (mi fa ridere a dirlo, ma è giusto così) che il Papa Benedetto fa dormendo una notte fuori. Il letto della Curia di Pavia ha ospitato per primo il nuovo Papa. Che onore
W I CIOVANI!!!

Immaginate di essere i curatori dell’immagine del coro che presenzierà alla messa celebrata dal Papa. Preferireste vestire i vostri coristi in nero (magari con un vestito che han già nell’armadio)