TURNER E LA TEMPESTA
Wednesday, February 28th, 2007LUNEDì 26 FEBBRAIO 2007.
MOSTRA “TURNER E L’IMPRESSIONISMO” a BRESCIA.
Mi è proprio piaciuta questa mostra. Con numerosi quadri degli artisti impressionisti, e di chi ha ispirato il movimento impressionista. La mostra ha inizio con Constable (1776-1837) & Turner (1775-1851).
Constable era figlio di un mugnaio ma le sue doti artistiche richiamarono l’attenzione di un esperto. Dopo aver iniziato copiando importanti opere (incluse alcune di Annibale Carracci) si espresse fin dagli esordi con immediatezza. Anche nei paesaggi più consueti sapeva interpretare alcuni aspetti con grande lirismo. Successivamente forse anche per gli studi fatti (esempio su Rubens) le sue opere divennero, anche per grandezza, più ambiziose. Elementi rilevanti dell’arte di Constable furono comunque la ricerca del “chiaroscuro nella natura” (contrasto fra vivacità della luce e le ombre) e degli aspetti realistici.
Turner era invece figlio di un barbiere londinese. Iniziò a lavorare come topografo e poi si avvicinò alla pittura per via di un lavoro sugli acquarelli di John Robert Cozens. Successivamente anche grazie a tanti studi (su Tiziano e diversi maestri italiani), riuscì ad esprimersi con originalità contribuendo all’affermazione del principio che gli artisti che esprimono paesaggi hanno la stessa validità degli artisti dediti ad altri generi pittorici. Dopo le fasi iniziali si dedicò particolarmente allo studio delle possibilità espressive di elementi quali il fuoco, l’acqua, l’aria, le condizioni atmosferiche ecc. e prestò attenzione al sublime che generano talora queste energie. Nelle sue opere più mature ci sono anticipazioni dell’impressionismo ma anche spunti di astrattismo (infatti in ampi spazi dei dipinti non ci sono figure). Pur ricercando ,con grande capacità, taluni effetti (sorpresa, drammaticità ecc) Turner sapeva offrire visioni romantiche della natura.
La seconda sezione illustra l’evoluzione del genere del paesaggio da fondale scenografico, a genere in cui la natura viene consapevolmente studiata dal vero da pittori come Granet, Constantin, Valenciennes e, naturalmente, Corot.
Vi è poi la scuola di Barbizon. La natura non è più quella di un’Italia pittoresca e idealizzata, ma quella di una Francia scoperta gradualmente. Corot, Français e Huet furono tra i primi a frequentare questi luoghi mitici, e vennero poi seguiti da Diaz de la Peña, Rousseau, Daubigny e Courbet.
Infine i paesaggi dell’impressionismo, di Sisley, Pissarro, Guillaumin e Caillebotte, ed infine Manet prima di tutti, e poi Gauguin, Monet, van Gogh e Cézanne.

Insomma, un’ottima collezione.
E tutto questo in compagnia di due simpatici giovini come a voler girare una puntata di Lucignolo O.o


