Archive for March, 2006

SCELTA TAPPETO!!!!

Tuesday, March 7th, 2006

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oppure

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CASA DOLCE CASA!

Monday, March 6th, 2006

Prossimamente verrete aggiornati delle novita’… con tanto di pubblicazione di alcune immagini per rendere piu’ colorita la descrizione!!

Comunque non temete… la mia prima stalla e’ stata qui on-line… quindi non vi abbandonero’!!]]>

save the pulaster

Friday, March 3rd, 2006

POLLO

La psicosi del brodo di cappone

Di Michele Serra

Più o meno ogni giorno, da mesi, gli esperti ci spiegano che ci si può ammalare
di aviaria solo attraverso il contatto diretto con un uccello migratore
ammalato. Sono stati individuati cinque modi principali per contrarre il virus:
1. Leccare un cigno morto; 2. Andare appositamente in Asia e rotolarsi nudi
nella cacca di pollo per almeno un’ora; 3.
Inghiottire al volo un tordo crudo; 4. Pulire con la lingua un cornicione
imbrattato dai piccioni; 5. Limonare con un barbagianni. In Asia il virus è
endemico tra gli uccelli di ogni tipo da una diecina d’anni, ma sono morte solo
poche decine di persone, in condizioni igieniche pessime e tutte a causa di uno
dei comportamenti sopra descritti.

Statisticamente, molto più facile morire per un incidente domestico che per
l’aviaria: ciononostante la gente crede che una casa senza crocchette di pollo e
con la canna fumaria intoppata sia un luogo protetto. E che tenere in giardino
due rottweiler nevropatici sia molto pi?uro che avere una gallina.

E’ in questo clima che in Italia dilaga la psicosi del pollo assassino.
Milioni di consumatori sono convinti che i petti di pollo, il brodo di cappone e
le uova sode uccidano all’istante non solo chi li mangia, ma anche chi li
nomina. Questa pollofobia non ha alcun interesse per i virologi, ma appassiona
gli studiosi di psicologia di massa.

La domanda che sta alla base di questa disciplina venne formulata, alla fine
dell’Ottocento, dal medico tedesco Otto Trauber, nel suo famoso saggio ‘Ma la
gente, è cretina?’. Trauber aveva studiato a lungo la credenza popolare secondo
la quale, se una donna con le mestruazioni tocca una pianta, la fa appassire.
Fece un esperimento: chiese a cento donne mestruate di toccare un mazzo di
fiori. Il mazzo, ovviamente, non appassisce ma la centesima donna, un’obesa di
D’orf, inciampò vicinandosi al vaso e schiacciò fiori.
Al dottor Trauber apparve chiaro che l’esperimento aveva dimostrato
empiricamente ciò che anche la logica suggerisce: e cioè che non esiste rapporto
tra mestruazioni e stato di salute della flora. Ma le protagoniste
dell’esperimento non furono di questo parere: vedendo i fiori schiacciati, si
considerarono colpevoli collettivamente del triste epilogo, piansero a lungo e
picchiarono duramente il dottor Trauber perchè le aveva indotte a rovinare dei
fiori così belli.

Trauber elaborò il suo postulato scientifico pù celebre: ‘La gente crede solo a
quello in cui vuole credere’, che è il titolo del suo secondo saggio.
Il terzo, scritto poco prima di morire, era un malinconico testamento
scientifico: ‘Questi qui non la capiscono neanche se gliela ficchi in testa a
martellate’, accolto severamente dalla critica del tempo che giudicava l’opera
di Trauber antipopolare e contraria allo spirito positivista dell’epoca.

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